segillo del diavolo:serpente, cinghiale, pecora, lepre, cane, topo, passero, cavallo, serpente
Tecnica utilizzata dal Quarto Hokage per sigillare la Volpe a Nove Code nel ventre di Naruto. Più recentemente usata dal Terzo Hokage durante lo scontro con Orochimaru. Dopo aver formato i sigilli viene invocato il Dio della Morte, il quale esegue un rituale mentre l'utilizzatore blocca l'avversario di fronte a se. La divinità può così, attraverso il corpo di chi lo evoca, estrarre l'anima del nemico e sigillarla all'interno dell'utilizzatore.
Il risultato è la morte di entrambi i ninja perché il prezzo da pagare, per eseguire la tecnica, da parte dell'utilizzatore è la propria vita.
sigillo dei nove draghi:tigre,pecora,cane,topo,serpente,bue,drago,gallo,lepre
L'Akatsuki utilizza questa complessa ed estenuante tecnica per poter letteralmente estrarre i demoni sigillati all'interno delle Forze Portanti. Prima di eseguire la tecnica vera e propria, il leader dell'Alba evoca una gigantesca statua composta da una testa avente nove occhi chiusi, un morso in bocca simile a quello usato per i cavalli e le mani aperte rivolte verso l'alto. Ogni membro dell'Alba si posiziona sul dito della statua che corrisponde all'anello in proprio possesso e dona una grande parte del Chakra al fine di eseguire la tecnica. L'inizio della tecnica coincide con l'apertura della bocca della statua e la fuoriuscita da essa di nove draghi eterei che avvolgono la Forza Portante. Il demone viene quindi estratto con la forza dall'ospite, il quale soffre atrocemente per tre giorni e tre notti, tale è la durata di questo jutsu. Si nota come durante l'estrazione, gli occhi della statua si aprano sempre più con l'avanzare della tecnica, la quale si conclude con la comparsa della pupilla all'interno di uno degli occhi e con la morte della Forza Portante.
tecnica del richiamo:cinghiale, cane, passero, scimmia e pecora
La Tecnica del Richiamo è classificata di livello C (il più alto è il livello A), utile sia per attaccare sia per difendersi. Generalmente è utilizzata da ninja superiori al grado di Genin. La tecnica richiede a chi la utilizza che stipuli un contratto con un tipo di animale, firmando una pergamena con il sangue. Chi non ha stipulato il contratto non può evocare alcun tipo di creatura. Per effettuare l'invocazione si fa una traccia di sangue sul palmo della mano, e, dopo aver effettuato le posizioni cinghiale, cane, passero, scimmia e pecora si poggia la mano a terra. A seconda del chakra utilizzato, appare una animale più o meno grande. La maggior parte delle creature obbediscono a chi le ha invocate, ma alcune tra le più grandi e forti, come Gamabunta o Manda, pretendono la lealtà e il rispetto dell'invocatore; Manda arriva a chiedere centinaia di sacrifici umani come ricompensa. Le invocazioni hanno le loro particolari abilità, e possono utilizzarle autonomamente o in combinazione con i loro evocatori. Di seguito sono riportate tutte le creature evocate nella serie.
vari richiami:
Si tratta di un' evocazione particolare, in quanto invece di richiamare un animale intelligente come alleato, questa tecnica evoca una gigantesca costruzione d' acciaio, appunto, la Porta dell' Inferno. Lo scopo di questa porta non è di arrecare danno all' avversario ma di bloccare colpi molto violenti e altrimenti non parabili normalmente, frapponendola tra sè e la tecnica avversaria. A quanto detto da Sakon, essa è lo scudo supremo per la protezione di Orochimaru; ciò fa supporre che sia una creazione, e che ve ne siano ben più di una. Viene utilizzata la prima volta nella prima serie da Sakon per proteggersi dalla carica di Kiba e Akamaru trasformati in un enorme cane a due teste. Successivamente, nella seconda serie, viene utilizzata da Orochimaru per bloccare la devastante sfera di Chakra lanciatogli da Naruto nello stadio a quattro code, e a tale scopo vengono evocate addirittura tre porte, che non sono tuttavia in grado di resistere all' attacco di Naruto e vengono distrutte.
I doki sono dei mostri o spiriti mangiatori d' anime(oni) giganteschi. Vengono evocati da Tayuya e controllati da un flauto.
Enma, Sovrano dei Primati, è una scimmia che viene evocata dal Terzo Hokage. Ha una grande forze fisica ed è abile nei combattimenti, come si vede nello scontro con il Primo e il Secondo Hokage. In più, Enma è capace di trasformarsi in un bastone duro quanto il diamante, che può allungarsi a piacimento, oltre che muoversi autonomamente. Dal bastone inoltre può far spuntare diverse parti del suo corpo, ed è anche in grado di moltiplicarsi, formando una gabbia che può proteggere chi l'ha evocato.
Enma è estremamente leale a Sarutobi, anche se a volte non approva le sue azioni; quando il Terzo Hokage scoprì che Orochimaru conduceva esperimenti umani su ninja della Foglia, Enma cercò di convincere Sarutobi ad ucciderlo subito, ma l'Hokage preferì lasciarlo fuggire. Quando poi durante lo scontro con il ninja traditore Sarutobi richiamò Enma, questi non esitò a ricordargli l'errore che aveva commesso. Nonostante l'aiuto nello scontro il Terzo Hokage viene ucciso, trafitto dalla Spada del Boa di Orochimaru, che poi viene portata via proprio da Enma.
Gama è un rospo di medie dimensioni che appare quando viene presentato Jiraiya, noto anche come Eremita dei Rospi. Subito dopo essere stato richiamato, Gama mette al tappeto Ebisu, che aveva infastidito Jiraiya mentre stava sbirciando nei bagni delle donne alle terme. Più avanti, viene evocato per portare il contratto per richiamare i rospi, firmato da Naruto. Nella sua penultima apparizione blocca l'attacco di Kisame che stava per colpire Naruto; in questa circostanza, compare con addosso un'armatura da samurai.Appare poi dopo lo scontro tra Naruto e Sasuke , quando salva Naruto dall'inghiottimento in un vortice di sabbia con la lingua.
Gamabunta è il signore dei rospi. È enorme (è alto circa 100 metri), e può essere evocato nelle battaglie con gli avversari più forti. Naruto riesce ad evocarlo soltanto utilizzando il chakra della Volpe a Nove Code, altrimenti riesce a richiamare soltanto uno dei suoi figli, molto più piccoli. Gamabunta fa la sua prima apparizione nella prima puntata dell'anime, cavalcato dal Quarto Hokage nello scontro con la Volpe. Naruto lo evoca per la prima volta quando viene spinto in un canyon da Jiraiya, che vuole terrorizzarlo per fargli liberare il chakra del demone. Inaspettatamente, Naruto evoca proprio Gamabunta, per niente felice di ritrovarsi in un canyon.
Gamabunta è irritabile e burbero. Non gli piace prendere ordini da qualcuno, a meno che chi l'ha evocato non abbia un gran talento e non sia degno di rispetto. Jiraiya e il Quarto Hokage sono le uniche due persone che riescono a controllarlo (sebbene lo stesso Jiraiya ammetta che gli riesce molto difficile). Il suo vocabolario è lo stesso di un boss della mafia giapponese, e si dimostra molto protettivo nei confronti dei suoi sottoposti. Lui e Jiraiya sembrano buoni amici, oltre che compagni di bevute.
La prima volta che Naruto ha invocato Gamabunta, questi non credeva possibile che un ragazzino come Naruto fosse in grado di richiamarlo. Il ragazzo, arrabbiato, gli disse che, avendolo invocato, era il suo padrone, ma per tutta risposta Gamabunta gli rispose di portargli rispetto se non voleva morire. Si convinse che era stato Naruto ad invocarlo soltanto dopo aver controllato il contratto. Inizia a dimostrare la sua simpatia verso Naruto soltanto quando il ragazzo riesce a portare a termine la sfida propostagli dal rospo: rimane saldo sulla sua testa fino al calare del sole. Gamabunta afferra con la lingua l'esausto Naruto che portata a termine la sfida stava cadendo dalla testa del rospo e ricorda che l'ultima persona ad essere rimasta sulla sua testa per così tanto tempo era stato il Quarto Hokage.
Durante la guerra fra la Foglia e l'alleanza Sabbia-Suono, Naruto invocò Gamabunta nello scontro con Gaara trasformato nel Tasso Monocoda proprio quando stava per essere ucciso dal Funerale del Deserto. Inizialmente Gamabunta si rifiutò di aiutarlo, visto che non avevano ancora fatto il tradizionale brindisi con il sake. Tuttavia, quando scoprì che anche suo figlio Gamakichi, invocato per sbaglio in precedenza, era stato quasi ucciso da Gaara e salvato proprio da Naruto, Gamabunta si decise ad aiutare il giovane, battendosi con lo Shukaku.
L'ultima evocazione di Gamabunta, escludendo le puntate filler dell'anime, risale allo scontro fra i tre ninja leggendari Jiraiya, Tsunade ed Orochimaru.
Gamabunta usa la sua immensa spada per combattere, è in grado di produrre un intenso getto di olio infiammabile che se incendiato da una tecnica di fuoco causa gravi danni, ed è in grado di sputare potenti getti d'acqua dalla bocca.
Rospo gigante evocato per la prima volta nel capitolo 374 da Jiraiya nello scontro contro il mostruoso camaleonte di Pain. Indossa lo stesso vestiario di Gamabunta e pare utilizzarne lo stesso vocabolario da mafioso. Appare con un' arma a due punte coperta di spunzoni e uno scudo. Combatte contro diverse evocazioni di Pain, ma viene congedato da Jiraiya nel bel mezzo dello scontro.
Gamakichi è uno dei figli di Gamabunta. Viene invocato per sbaglio da Naruto nello scontro con Gaara, perché il ragazzo non era riuscito ad usare abbastanza chakra. Gamakichi comprende immediatamente la situazione, e si nasconde subito. Viene richiamato accidentalmente anche da Jiraiya mentre questi si batteva con Orochimaru, perché Tsunade, in segreto, gli aveva somministrato una droga che gli impediva di impastare il chakra.
Gamatatsu e il fratello minore di Gamakichi, più debole e con meno esperienza. Viene invocato accidentalmente da Naruto, che non riesce ad usare il chakra della Volpe, durante lo scontro con Orochimaru. Il piccolo rospo rivela che questa è la prima volta che viene richiamato, e che vuole fare del suo meglio.
Kamatari è una donnola dalle dimensioni umane che porta con sé una falce grande quasi quanto lei; è capace di distruggere una foresta in pochi istanti. Questa donnola è stata richiamata soltanto una volta da Temari nello scontro con Tayuya. Usando il Ballo del Taglia e Taglia ha raso al suolo la foresta in cui Tayuya si stava nascondendo; quest'ultima è rimasta uccisa schiacciata da un albero.
Katsuyu è la regina delle lumache richiamata da Tsunade. Se paragonata a Gamabunta e Manda, Katsuyu è molto tranquilla e remissiva. Ha la capacità di spaccarsi in numerosissimi suoi cloni più piccoli, che possono poi riunirsi da un'altra parte. Può anche sputare un acido capace di sciogliere la roccia.
Kyodaigumo è un ragno gigante evocato da Kidomaru. Ha la capacità di deporre una quantità enorme di uova di ragno in meno di un minuto. I ragni che ne nascono hanno dimensioni simili a quelle di un cane. Kyodaigumo può anche esplodere in una ragnatela se viene colpito.
Ninkame è una grossa tartaruga richiamata da Gai Maito. Ninkame ha il compito di fare la guardia a Lee quando Gai non è nei paraggi. Si è vista soltanto una volta nella serie, quando Lee sfidò Sasuke. Ninkame è una delle poche prove che Gai è in grado di usare le arti magiche.
I Cani ninja sono otto cani che vengono richiamati da Kakashi. Tutti i cani indossano tutti il coprifronte della Foglia ed una giacchetta da ninja, e sulla schiena portano la scritta Henohenomoheji, questi ideogrammi sono quelli utilizzati dai bambini per disegnare la faccia degli spaventapasseri (kakashi in giapponese significa proprio spaventapasseri).
Kakashi li utilizza sia per trovare l'odore di qualcuno, come nell'inseguimento di Sasuke, ma anche in battaglia, come ha fatto contro Zabuza, usando la tecnica degli Artigli Inseguitori Sotterranei. Inoltre i cani possono anche essere evocati singolarmente, come fa spesso con Pakkun.
Pakkun è un carlino, il più piccolo dei cani di Kakashi. Pakkun sembra essere il più intelligente, visto che è anche capace di parlare. Fa la sua prima comparsa durante la guerra fra la Foglia e l'alleanza Sabbia-Suono, aiutando Sakura, Naruto e Shikamaru a trovare Sasuke. La seconda volta viene richiamato da Kakashi per scovare grazie al suo olfatto gli odori di Naruto e Sasuke dopo il tradimento di quest'ultimo, e la terza viene inviato a cercare il Team Gai durante il salvataggio di Gaara.
I Serpenti giganti sono una delle evocazioni più frequenti di Orochimaru durante le battaglie. Ne esistono diversi tipi. Ad esempio i tre richiamati durante l'invasione della Foglia avevano sulla loro pelle un marchio molto simile al Segno Maledetto, mentre quello evocato nella Foresta della Morte non aveva alcun simbolo del genere.
Manda è il serpente più grande e potente che Orochimaru può evocare. Per aiutarlo in battaglia, Manda chiede un centinaio di sacrifici umani come ricompensa. Se la persona ad evocarlo non fosse Orochimaru, Manda non esiterebbe ad ucciderla; tuttavia il serpente non ha alcun rispetto per Orochimaru in sè, ma soltanto per la sua forza. Quando viene evocato nello scontro fra i ninja leggendari, Kabuto teme che se Manda avesse scoperto che Orochimaru non poteva utilizzare le braccia, non avrebbe esitato a rivoltarglisi contro. Manda ha una velocità incredibile, e può fare la muta in un istante. Ha un pessimo carattere, ed è evidente che non va molto d'accordo né con Gamabunta né con Katsuyu. Dopo che Tsunade riesce a bloccargli la bocca con la spada di Gamabunta, questi se ne va, dicendo ad Orochimaru e a Kabuto che se l'avessero evocato di nuovo li avrebbe mangiati entrambi. Nella seconda serie, Manda viene evocato da Sasuke per salvarsi dall'ultima esplosione causata da Deidara per ucciderlo. Manda è certo ispirato al mostro Manda,dio dell'impero Mu nel film Atragon di Ishiro Honda.
Durante lo scontro tra Jirayia e i suoi ex-allievi, Konan e Nagato, quest' ultimo dà luogo a diverse evocazioni, che hanno in comune i piercing e gli occhi, simili a quelli di Pain stesso. Una di queste, un mostruoso camaleonte, funge da difesa e allo stesso tempo lo nasconde alla vista del suo nemico, in quanto si mimetizza con l' ambiente circostante dopo aver celato il suo padrone dentro sè. Dall' interno di questa creatura Pain evoca svariati mostri per combattere il suo maestro.